Raccolte
Nostalgia dei Maestri
Evocare i maestri in medicina può suscitare diverse associazioni. Non tutte positive, né piacevoli. C’è stata un’epoca in cui il titolo di maestro equivaleva a un’eccellenza nel sapere. Fascino personale e vasta cultura, anche in ambito umanistico, accompagnavano un’autorevolezza che i discepoli non osavano mettere in discussione. Dietro il maestro si formavano le scuole, alle quali i medici solevano richiamarsi con orgoglio. Un universo anni luce lontano dal nostro clima culturale, dove il paradigma normale è quello dell’evidence based medicine. Oggi, la scienza non si costituisce più sulla parola dei maestri. La nostra vita morale, invece, continua ad averne bisogno. La funzione di maestro fa riferimento al ruolo che assumono certe persone nello sviluppo della coscienza e più in generale, nella crescita morale a cui ognuno di noi è chiamato. Coloro che esercitano l’arte della cura non meno degli altri.
112 pagine, 10 euro



Quando cultura era sinonimo di conoscenze letterarie, il medico si collocava fra le persone colte. Cechov, Schnitzler e Céline, per fare qualche esempio illustre, erano medici di professione e scrittori per vocazione. Oggi, nell’epoca della tecnologia, l’incontro fra medicina e letteratura è più arduo, ma anche più fecondo: non è solo un patrimonio culturale, ma la dimensione umanistica irrinunciabile per chi si occupa della salute.