Chi decide in medicina?

Questo libretto è dedicato ai medici che hanno poco tempo. Quelli che, pur essendo molto occupati, ritengono che valga la pena riflettere sul cambiamento in corso nei rapporti tra professionisti sanitari e pazienti e sul modo migliore di farvi fronte. Nasce da un prolungato lavoro di formazione condotto con medici e infermieri. Presuppone numerose ore di ascolto delle domande sul consenso informato, di dibattiti, di ricerca comune di soluzioni eticamente giustificabili. L'etica ha molto da dire sul profilo che deve assumere la nuova relazione terapeutica. Ma non saranno gli esperti di etica a realizzarla: gli artefici potranno essere solo i professionisti sanitari. Questo sapere pratico è loro, non devono lasciarsene espropriare né dai magistrati, né dai filosofi, né dai moralisti. È necessario che si riapproprino dell'importante ambito costituito dalla qualità dei rapporti. Anche se hanno poco tempo.
ed.Zadig-Roma, 2002. 208 pagine, 15 euro



Quando cultura era sinonimo di conoscenze letterarie, il medico si collocava fra le persone colte. Cechov, Schnitzler e Céline, per fare qualche esempio illustre, erano medici di professione e scrittori per vocazione. Oggi, nell’epoca della tecnologia, l’incontro fra medicina e letteratura è più arduo, ma anche più fecondo: non è solo un patrimonio culturale, ma la dimensione umanistica irrinunciabile per chi si occupa della salute.