Docenze e relazioni
Corso di formazione per i membri
dei comitati etici toscani
Edizione 2010
Proseguendo il cammino iniziato nel 2009, la Commissione Regionale di Bioetica propone anche per il 2010 un corso di formazione per i suoi componenti e per quelli di tutti i Comitati etici della Regione Toscana. La prima fase dell’iniziativa intendeva rispondere agli obblighi previsti dalla legge regionale 40/2005, che individuava nella formazione un obiettivo fondamentale per il suo operato e intendeva offrire ai partecipanti gli strumenti per potersi proporre nei confronti delle direzioni aziendali, dei professionisti sanitari e degli stessi cittadini. La seconda fase del progetto formativo si propone di consolidare questi stessi obiettivi; trova inoltre conforto nella calda accoglienza riservata alla iniziativa svoltasi nel 2009 e nella valutazione positiva da parte dei partecipanti della metodologia adottata (formazione tra pari, momenti teorici di formazione frontale e ampio spazio riservato allo scambio di esperienze nei lavori di gruppo).
Mentre le tre giornate svoltesi nel 2009 hanno focalizzato l’attenzione sui compiti dei comitati relativi alla ricerca, quelle programmate per il 2010 verteranno principalmente sul ruolo dei comitati per la crescita di una sensibilità etica diffusa, per l’identificazione di “regole etiche condivise” (tra i professionisti e con i cittadini) e per lo sviluppo di metodologie per l’analisi di casi clinici perplessi. Anche per la fase del progetto che si svolge nel 2010 il coordinamento scientifico è affidato al prof. Sandro Spinsanti, che si avvale nelle singole giornate di differenti tutors.
Schema giornate di formazione
1) ETICA ED ECONOMIA
Le leggi di riforma del Servizio sanitario nazionale, attive dagli anni ’90, hanno inciso profondamente nella pratica della medicina. Per lo più, però, il cambiamento è avvenuto in maniera implicita, in quanto l’attenzione dei professionisti e degli amministratori è stata calamitata dai problemi della sostenibilità economica dei servizi e della gestione del budget, piuttosto che dalla qualità misurata nei termini tradizionali del “minimo morale” (“non nuocere” e prevenire le discriminazioni). È tempo che i Comitati etici si confrontino esplicitamente con l’ “etica” che vige in sanità, differenziando le esigenze etiche di un servizio sanitario da quelle di un’ “azienda” che si occupi di beni e servizi diversi dalla salute.
2) ETICA E ACCREDITAMENTO
È stato più volte denunciato il fenomeno che ha caratterizzato l’evoluzione dei Comitati etici. Sono nati – in Toscana prima e più che altrove – con l’obiettivo di favorire il passaggio dall’etica medica alla bioetica (intesa come cambiamento del paradigma centrato sul potere di cura del medico, sull’alleanza tra medico e famiglia del malato e sulla pratica esclusione del malato stesso dall’informazione e dal processo decisionale). In pratica, però, a partire dal DM del 1998 che ha istituito i comitati etici per la sperimentazione farmacologica, si sono sempre più confrontati con i complessi problemi della ricerca. La promozione del cambiamento nella pratica clinica è rimasta in ombra. Le procedure di accreditamento dei servizi dovrebbero invece valorizzare il passaggio esplicito alle regole procedurali proprie della bioetica. Ciò richiede anche l’individuazione di parametri per valutare la competenza dei professionisti nell’analizzare i casi clinici con gli strumenti concettuali della bioetica.
3) DIREZIONE AZIENDALE, PROFESSIONISTI, CITTADINI
Il buon funzionamento dei servizi sanitari richiede, come condizione essenziale, che tutti i “giocatori” che si interfacciano in quel “gioco” sociale complesso che corrisponde all’erogazione di servizi di cura della salute osservino le stesse regole. Chi organizza (gli amministratori), chi ha le competenze per proporre diagnosi e terapie (i professionisti) e i cittadini che hanno bisogno di condividere gli stessi criteri con cui valutare i servizi. Un cammino di grande importanza in questa direzione è la revisione dei codici deontologici (sia dei medici che degli infermieri) che ha avuto luogo negli ultimi due decenni. Ma non basta: è necessario che siano evidenziati e resi visibili gli impegni che i servizi si assumono nei confronti dei cittadini che vi fanno ricorso; così pure si richiede consapevolezza e impegno da parte delle direzioni generali nel garantire il rispetto delle regole minime comuni a tutti gli operatori. Con questo obiettivo nuovo i comitati etici iniziano a confrontarsi, scoprendovi un campo di azione promettente.
Programma Commissione Regionale Toscana 2010
12 febbraio 2010
Etica ed economia: le oscillazioni del pendolo in sanità
09.30-10.00
Arrivo e registrazione dei partecipanti
10.00-10.30
I comitati etici hanno qualcosa da dire sull’economia?
(una ricchezza che non ha prezzo: avere regole condivise)
Sandro Spinsanti
10.30-11.15
Gestire le risorse (non solo i soldi...)
Gavino Maciocco
11.15-12.00
Discussione in plenaria
12.00-13.00
Come emergono le questioni economiche nel lavoro dei Comitati etici?
(lavoro di gruppo)
Tutors:
- Laura Canavacci
- Patrizia Funghi
- Alessandro Tafi
13.00-14.00
Pausa pranzo
14.00-15.30
Cosa possono fare i comitati per promuovere la trasparenza economica?
(lavori di gruppo)
15.30-16.30
Relazioni dei gruppi, discussione in plenaria
Conclusioni
Sandro Spinsanti
7 maggio 2010
L’etica e l’accreditamento.
Come i CEL possono promuovere l’etica clinica
09.30-10.00
Arrivo e registrazione dei partecipanti
10.00-10.30
Un comitato etico visibile, accessibile, utilizzabile
(per un “accreditamento morale” delle strutture sanitarie)
Sandro Spinsanti
10.30-11.15
L’etica clinica e il counselling bioetico
Gaia Marsico
11.15-12.00
Discussione in plenaria
12.00-13.00*
I CEL come luoghi di intermediazione nelle questioni etiche. I parte: le esperienze
(lavoro di gruppo)
Tutors:
- Laura Canavacci
- Patrizia Funghi
- Alessandro Tafi
13.00-14.00
Pausa pranzo
14.00-15.30
I CEL come luoghi di intermediazione nelle questioni etiche. II parte: le proposte
(lavori di gruppo)
15.30-16.30
Relazioni dei gruppi, discussione in plenaria
Conclusioni
Sandro Spinsanti
18 giugno 2010
Direzione aziendale,professionisti, cittadini: quale interfaccia?
09.30-10.00
Arrivo e registrazione dei partecipanti
10.00-10.30
Alla ricerca di comportamenti a valenza etica comuni a tutti i professionis
Sandro Spinsanti
10.30-11.15
A dieci anni dal “Decalogo dei diritti e dei doveri” in sanità proposto dalla Regione Toscana
Mariella Orsi
11.15-12.00
Discussione in plenaria
12.00-13.00
I comitati etici e la promozione dell’etica procedurale.
(far partecipare i cittadini in modo informato alle decisioni cliniche). I parte: le esperienze
(Lavoro di gruppo)
Tutors:
- Laura Canavacci
- Patrizia Funghi
- Alessandro Tafi
13.00-14.00
Pausa pranzo
14.00-15.30
I comitati etici e la promozione dell’etica procedurale. II parte: le proposte
(lavori di gruppo)
15.30-16.30
Relazioni dei gruppi, discussione in plenaria
Conclusioni
Sandro Spinsanti







Quando cultura era sinonimo di conoscenze letterarie, il medico si collocava fra le persone colte. Cechov, Schnitzler e Céline, per fare qualche esempio illustre, erano medici di professione e scrittori per vocazione. Oggi, nell’epoca della tecnologia, l’incontro fra medicina e letteratura è più arduo, ma anche più fecondo: non è solo un patrimonio culturale, ma la dimensione umanistica irrinunciabile per chi si occupa della salute.